Nel lungo weekend dell’Immacolata c’è stato forse poco spazio per il nostro rituale giro al mercato. In tanti saranno saliti in montagna a godersi le prime nevicate, mentre chi è rimasto a casa, ne avrà approfittato per impigrirsi un po’ e stare al caldo mentre fuori le temperature ci parlano di inverno vero. In ogni caso, ai fornelli, era il momento di dedicarsi a zuppe e minestre, piatti slow e intramontabili.

Queste preparazioni sono forse oggi meno popolari di un tempo, quand’erano la base di una cucina povera, ma costituiscono uno dei tesori gastronomici della nostra tradizione da riscoprire. Mentre imperversa la moda delle zuppe di cucine orientali, su tutte la giapponese ma anche la thailandese, abbiamo a disposizione un repertorio pressoché infinito da sperimentare nuovamente, con piacere e quella sensazione di coccola perfetta per questi giorni freddi. Le zuppe sono super versatili, si prestano bene alla nostra creatività per varianti e nuovi accostamenti, ma più di tutto sono ricche di nutrienti (verdure e legumi sono fenomenali) e incredibilmente gustose.

Non pensate alla “solita zuppa” un po’ sciapa che si preparava con poca cura: procuratevi un buon ricettario di cucina regionale tradizionale e vedrete. Pensate alla zuppa di catalogna all’uovo e parmigiano, con il vegetale e una base di cipolla rosolata con aggiunta di brodo di carne, nel quale poi si inserisce una crema di uovo sbattuto, parmigiano e un po’ di aceto balsamico, farina, sale e pepe. Si serve inframmezzando fette di pane alla zuppa, a strati, con delle scaglie di formaggio.

Oppure la classica supe a l’onion, la zuppa di cipolle in brodo di carne e gratinata con il formaggio. Le terdura, emiliana, che prevede di nuovo l’uovo e tanto formaggio fatti cuocere nel brodo, oppure la skilà, zuppa dei pastori che la preparavano in alpeggio, con patate, rape e porro, arricchita da formaggio di montagna non troppo stagionato a tocchetti e, naturalmente, pane raffermo. E a proposito, quale modo migliore per recuperarlo che non con una bella panada, in cui è l’ingrediente principale, assieme a brodo, burro e parmigiano. Finiamo con la jota friulana, a base di crauti, fagioli, patate e un poco di stinchetto di maiale, o, sempre per metterci un po’ di carne, con le minestre maritate campane, piatto natalizio per eccellenza. “Insolite zuppe”, che dovremmo tutti provare almeno una volta.

Se siete a caccia di idee per zuppe gustose, vi consigliamo il nostro ricettario A tavola con brodi e zuppe

Collana: Ricettari Slow Food

Pagine: 128

Prezzo al pubblico: 9,90 €

Prezzo online: 9,41 €

Prezzo soci Slow Food: 7,92 €

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 9 dicembre 2023