In un mercato stabile, in linea con i discorsi fatti nelle ultime settimane, oggi possiamo tranquillamente consigliare per gli acquisti al mercato le tante varietà di cavolfiore italiane. In piena stagione e coltivati soprattutto al Centrosud, ma presenti in ogni regione, hanno prezzi che vanno da un euro e cinquanta al chilo ai due, due e cinquanta.
Qualcosa di più pagherete per i violetti siciliani o i romaneschi, con la loro affascinante struttura a frattale, ma in ogni caso ve la caverete con poco, perché la resa in cucina è altissima, non si butta via quasi nulla e in cottura non perdono troppa acqua (peso).
I cavolfiori sono raccolti ininterrottamente dal tardo autunno all’inizio di primavera, tra varietà precoci e tardive, possono resistere anche ad alcune gelate mantenendo lo stato vegetativo e si classificano generalmente per colore: per esempio il famoso palla di neve, di un bianco candido, oppure l’idol, il primaticcio di Toscana e il precoce di Jesi tutti di color crema (tutti e tre precoci). Tra i tardivi, per i quali adesso il momento inizia a essere buono, ci sono i già citati violetti di Sicilia, il fiorentino tardivo con il cappuccio e il tardivo di Fano.
Gli si aggiunge il cavolfiore di Moncalieri, un Presidio Slow Food che interesserà particolarmente i lettori piemontesi. Si coltiva a ridosso delle colline a sud di Torino e fino agli anni Settanta non c’era famiglia contadina dell’area che non avesse nei campi questa cultivar, particolarmente apprezzata e ricercata per via delle ottime caratteristiche organolettiche, ma poi è quasi scomparsa. La parte centrale ha tante cupolette appuntite avvolte a spirale, proprio come il romanesco, ed è completamente protetta da foglie verde chiaro. Il colore è avorio tendente al giallino.
Per conoscere tutti i Presìdi Slow Food scopri L’atlante gastronomico
Per scegliere bene i cavolfiori guardate che siano sodi e compatti, senza macchie, e soprattutto che le foglie (devono essere presenti) risultino lievemente dure a spezzarsi. Questo è un ottimo indice di freschezza. Si cuociono più in fretta se si dividono le cimette, e se non sopportate l’odore che sprigionano, ricordate di mettere nell’acqua di cottura un pezzo di pane secco imbevuto d’aceto. Poi, non resta che sbizzarrirsi in cucina, con i ricettari della tradizione regionale o quelli vegetariani, con tanti modi antichi o innovativi per esaltare i sapori di questa verdura.
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 13 gennaio 2023
LA RICETTA
Cimette di cavolfiore speziate (dal libro La stagione vegetale di Myriam Sabolla)

Per 4 persone
- un cavolfiore
- un etto e mezzo di yogurt non zuccherato
- un limone
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale, pepe, paprica affumicata
Pulite il cavolfiore, scartando le foglie e la base più dura, dividetelo in cimette e cuocetele a vapore per circa cinque minuti. Prelevatele e asciugatele.
Riunite in una ciotola lo yogurt, il succo e la scorza grattugiata del limone, l’extravergine, sale, pepe, un pizzico di paprica e mescolate.
Sistemate le cimette di cavolfiore in una pirofila, copritele con lo yogurt e infornate a 190 °C per circa 25 minuti.
Servite subito o a temperatura ambiente, accompagnando con dell’hummus di ceci e riso basmati cotto.


9 commenti
Molto buoni i violetti siciliani! Lessi e con filo di olio extravergine e un po’ di sale , nella forma più semplice, sono una bontà!
Ha ragione, anche una preparazione così semplice è proprio una goduria. A noi piacciono in ogni modo.
Ottima la ricetta ma, per quanto riguarda i prezzi, al momento non si trova nulla che costi meno di 2,50 – 3 € al kg , perlomeno dalle mie parti (zona pordenonese – basso Friuli) e per quello violetto siciliano i prezzi arrivano anche 4,50-5,00 al kg !!
E i broccoletti verdi? Io li cuocio con la pasta e poi un filo d’olio e una bella grattugiata di ricotta affumicata
Ha ragione, buonissimi così! Grazie del commento
Buonissimi di qualsiasi colore o anche di colori contrastanti, cotti al vapore conditi semplicemente con erba cipollina e maionese.
Grazie del commento e del suggerimento!
Stufati in un fondo dove si è rosolato dell’aglio. Poi cimette, pomodorini a filo, peperoncino, crosta di formaggio ed olive nere; cuocere coperchiati. Impiattate con una grattugiata di pecorino o altro formaggio secondo gusto.
Anche se abbiamo mangiato da poco, ci hai fatto venire di nuovo fame 🙂