Non è la prima volta che vi raccontiamo di come in pieno inverno ci siano dei pomodori italiani che crescono senza l’aiuto di serre riscaldate, ma in serre normali che immagazzinano il caldo del giorno per mantenerlo la notte. Avviene in Sicilia, che è un po’ la dispensa italiana per questi e altri frutti nei mesi freddi. Non è dunque strano trovare pomodori siculi alla terza settimana di gennaio al mercato. Pomodori che, al netto del viaggio che compiono, sono relativamente sostenibili rispetto ai prodotti di “contro-stagione” che arrivano da altri continenti dove in questo momento è estate.

Ciò che però oggi notiamo di strano e fa parlare ai mercati generali è che i pomodori italiani costano la metà di quello che di solito si pagano a gennaio: siamo intorno ai due euro al chilo in media, a salire per varietà più particolari. Sono prezzi da piena stagione calda.

Cosa succede? In Sicilia, a dispetto del gelo al Nord, continua a far caldo, molto in certe zone, con temperature di circa venti grandi. Le piante di pomodoro che erano state trapiantate con una prospettiva di essere produttive in quattro mesi (tra fine febbraio e marzo) ora sono gonfie di pomodori maturi e ci hanno messo meno della metà del tempo. Ricordiamo che sono in serre che sfruttano il solo calore esterno: all’interno si raggiungono anche i trenta gradi senza bisogno di forzature. L’attuale sovrapproduzione ha fatto scendere i prezzi. L’unico difetto rispetto a quelli estivi che possono avere è quello di prendere meno sole, meno luce per via delle giornate più corte, e sviluppare un po’ meno gusto, ma per il resto non hanno niente di male e sono convenienti.

Possiamo approfittarne – certo se non si è integralisti del prodotto iper-locale –, ma abbiamo voluto spiegare questa curiosità perché sicuramente avrà ripercussioni tra qualche mese. Come accennato, si tratta di una normale programmazione agricola andata non secondo i piani e se ci sono tanti pomodori siciliani ora si può presumere che ne avremo carenza tra uno o due mesi, con conseguente impennata dei prezzi. A volte è interessante capire queste dinamiche dovute al fatto che le merci in Italia circolano senza problemi e che il nostro Sud è una terra benedetta per l’agricoltura. Di solito ci sono almeno tre stagioni contemporaneamente nel nostro Paese (Nord, centro, Sud, e beati i siciliani che se ne stanno al caldo) e il concetto di mangiare stagionale e locale può avere molte interpretazioni diverse. Come sempre, la scelta sta a noi e al nostro senso di responsabilità.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 20 gennaio 2023