Martedì 20 febbraio, presso l’Accademia Symposium di Rodengo Saiano (BS), si terrà una giornata dedicata al premio “Vittorio Fusari – Franciacorta: Miglior giovane” di Osterie d’Italia. All’incontro sul futuro della cucina di territorio seguirà una cena con gli osti che hanno ricevuto il riconoscimento nelle ultime due edizioni della guida, affiancati da due top cuochi della Franciacorta.

Parlare di osterie e frequentare le osterie è una delle passioni distintive del socio Slow Food. D’altronde, si può dire che l’associazione sia nata proprio attorno ai tavoli di questi locali: il pensiero corre subito al Boccondivino di Bra – prima palestra del gruppo di fondatori – e all’Unione di Treiso – dove fu concepito il Manifesto dello Slow Food – ma sono davvero tante le insegne che possono vantare un posto nel pantheon della chiocciola. Anche i Presìdi Slow Food, forse il più iconico progetto dell’associazione, sono in qualche misura figli della frequentazione di osti e osterie.

L’osteria contemporanea, di conseguenza, deve molto a Slow Food, che sin dal 1990 e principalmente attraverso la pubblicazione annuale della guida Osterie d’Italia, ne ha fortemente influenzato il carattere e l’evoluzione. L’identità dell’osteria intanto è mutata in ragione di molti fattori, a partire dal fatto che con la rinascita di questa tipologia di ristorazione – stimolata proprio da Slow Food – molti giovani si sono avvicinati a questo mestiere portando idee nuove, rinfrescando le tradizioni gastronomiche, rileggendo i territori, accogliendo contaminazioni, generando provocazioni e sperimentando strade mai battute prima.

Alcuni fondamentali, tuttavia, non sono mai venuti meno e in qualche modo definiscono – oggi come 30 anni fa – l’osteria secondo Slow Food, a partire dal rapporto con il territorio, che al suo interno comprende, tra le altre cose, l’attenzione per le materie prime locali e la relazione con la memoria e le tradizioni. Tutt’altro che statica, dunque, l’osteria si è rinnovata e ha innovato la cucina in Italia e oggi conferma tutta la sua vivacità, la sua freschezza e un dinamismo che viene spesso invidiato da chi, viaggiando da fuori Italia, fatica a trovare una convincente corrispondenza nei propri luoghi di origine.

In tutto ciò, Vittorio Fusari ha rappresentato, nel corso di tutto il suo percorso professionale, uno dei più alti esempi di cuoco sempre teso tra la cultura gastronomica del suo territorio e l’innovazione che ha accompagnato la cucina a partire dagli anni ’70. Vittorio ha condotto una delle più perfette osterie e ha creato nuova cucina libero da qualsiasi condizionamento. Vittorio ha ispirato Slow Food e animato quell’ampio territorio che, dentro l’associazione, è sempre stato dedicato alla ristorazione.

È stato del tutto naturale, quindi, dedicare a Vittorio il premio che – tra quelli assegnati annualmente dalla guida Osterie – più di tutti esplora i confini del futuro dell’osteria italiana: il premio al miglior giovane cuoco. Altrettanto naturale è stato coinvolgere il Consorzio Franciacorta, vino del cuore di Vittorio e Consorzio che più di tutti, in questo momento, guarda con attenzione all’evoluzione tanto dell’alta cucina quanto della cucina di territorio.

Nasce così, a tre anni dall’istituzione del premio Vittorio Fusari – Franciacorta- Miglior Giovane, un appuntamento in terra di Franciacorta per ragionare, assieme ai giovani cuochi premiati, del futuro dell’osteria. Nelle intenzioni di Slow Food e del Consorzio questo appuntamento si ripeterà ogni anno, come a tracciare una traiettoria che ci aiuti a capire dove stiamo andando senza mai perdere memoria della strada fatta.

Per info e prenotazioni: Milena 33381849515 // slowfoodfranciacorta@gmail.com