La settimana appena trascorsa ha visto un ribasso generalizzato dei prezzi per tutti i prodotti più comuni e in piena stagione. Le condizioni favorevoli alla coltivazione nelle zone vocate d’Italia hanno generato un’offerta che supera largamente la domanda e il gioco è fatto: finocchi, broccoli e broccoletti, cime di rapa, cavolfiori costano tutti molto poco e le grandi catene della distribuzione organizzata sono pronte a fare delle super offerte.

Persino le zucchine, coltivate al Sud in serra, hanno prezzi inusuali per febbraio (dai tre euro e cinquanta in su) ed è intanto un ottimo momento per farsi le ultime scorpacciate di carciofi spinosi, prima che lascino il posto alle mammole, intorno a Pasqua. Sono in generale di buona qualità, e possono costare anche soltanto sessanta centesimi al pezzo. Si sale a un euro per carciofi selezionati e di estrema qualità, di cui – per dire – si può anche tranquillamente mangiare il gambo anche per venti centimetri di lunghezza, tanto sono teneri. Possiamo poi provare a contattare alcuni produttori dei carciofi dei Presìdi Slow Food che ci sono ora, come i siciliani di Niscemi e Menfi (in foto) o il pugliese della Terra dei Messapi, oppure anche l’appartenente all’Arca del Gusto, il masedu del Medio Campidano cagliaritano. Noi abbiamo provato a fare una lasagna a base di carciofi, con buona besciamella e tanto formaggio (Parmigiano e scamorza), magari più qualche foglia di indivia riccia: se non siete vegetariani, un tocco di salsiccia o di pancetta qua e là non guasta.

Il carciofo spinoso di Menfi

Per passare ad altro, invece, tra le merci un po’ più care, perché primizie e la cui qualità migliore si trova a inizio raccolto, ci sono già alcuni piselli italiani (ma pochi e carissimi) e soprattutto le fave, che arrivano in gran parte da Basilicata, Puglia e Campania. Hanno il loro prezzo importante (intorno ai sei euro al chilo, se non di più), ma se si trovano, visto che in alcune regioni italiane è come se l’inverno quasi non ci fosse stato, ne vale la pena: sono le più tenere e man mano che passeranno le settimane questa caratteristica andrà a perdersi. In fondo, sono ottime quando mangiate crude, con salame o pecorino, ma teniamoci forte perché stiamo entrando in quel magico periodo di mezza stagione in cui si possono comporre piatti appassionanti e difficilmente riproducibili in altri momenti dell’anno. La vignarola romana ne è un esempio perfetto, in cui proprio carciofi e fave giocano da protagonisti.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 24 febbraio 2024