Piove, piove, piove. Su gran parte dell’Italia, e le temperature intanto si sono abbassate, anche al Sud. Niente di così strano per essere a inizio marzo, e meno male, verrebbe da dire, visto che abbiamo avuto un febbraio caldissimo per le medie storiche. Il clima impazzito oggi sembra essere un poco rinsavito. Ma sotto l’acqua alcuni alberi intanto sono già fioriti anche al Nord e, di nuovo, si teme per la frutta di quest’estate, perché se dovessero arrivare gelate o nevicate, chissà cosa potrebbe accadere. Per fare il frutto ci vuole il fiore, lo diceva anche la vecchia canzone di Sergio Endrigo, ma il corso delle cose forse non è più così tanto lineare…

Guardando invece a cosa troviamo sulle bancarelle al mercato la situazione complessiva è un po’ la fotocopia di quella della scorsa settimana. È disponibile grande abbondanza di verdure di fine inverno, di ottima qualità a prezzi popolari: tra l’euro e l’euro e mezzo al chilo si possono portare a casa tutti i tipi di finocchi, broccoli, cavolfiori, cime di rapa, coste e costine. Abbiamo ancora una buona presenza di arance rossa di Sicilia: ancora le tarocco e moro, queste ultime del rosso più scuro della polpa, quasi granata, e pure le sanguinello, forse le più interessanti perché le ultime a maturare. Le varietà tardive di agrumi sono quasi sempre le più intense per gusto e profumo, e lo stesso dicasi per il mandarino tardivo di Ciaculli, un Presidio Slow Food che ha avuto così tanto successo che pure in Calabria hanno iniziato a coltivarne una varietà analoga. Restano disponibili le fragole della Basilicata che non costano tantissimo, così come fave e piselli novelli.

Mentre finiscono i carciofi spinosi si vedono anche le prime mammole, la lunga teoria di varietà di carciofi primaverili che ci accompagnerà per tutta la stagione in un susseguirsi di varietà locali indimenticabili, tra le quali molti Presìdi. Ora c’è il romanesco più comune, ma costa ancora moltissimo, così come i primi asparagi, se vogliamo stare sul fronte delle primizie. Le temperature dello scorso mese hanno favorito un piccolo anticipo per questi ultimi, raccolti già in Maremma, Puglia, Lazio e Campania. Insomma, chi si diletta in cucina non avrà che l’imbarazzo della scelta, tra piatti più consoni al meteo uggioso di questi giorni (zuppe, paste con cime di rapa, verdure al forno, insalate di finocchi e arance…) oppure con qualcosa che profuma lontanamente già di primavera, anche se la bella stagione quest’inverno proprio non si è fatta rimpiangere.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 2 marzo 2024