Oggi facciamo fatica a raccontarvi qualche novità o notizia particolare, utile per le vostre visite al mercato. La situazione, infatti, non è né più né meno diversa dalle passate due settimane. Tolte le primizie – che comunque non costano uno sproposito –, la media dei prezzi è bassa per ogni tipo di prodotto: soprattutto per quanto riguarda le verdure tardo-invernali, ma anche per quei prodotti come pomodori e zucchine che arrivano dal Sud (dove le temperature ne consentono la coltivazione in serre non riscaldate) e che, pur essendo clamorosamente fuori stagione al Nord, si trovano comunque senza spendere troppo.

Fragole e carciofi senza spine primaverili arrivano in buone quantità, anche loro abbastanza convenienti per il periodo particolare. Potremmo dirvi di cercare le fave fresche, perché sono scese di prezzo rispetto a quindici giorni fa quando hanno fatto capolino sui banchi del mercato, ma il loro momento migliore forse sarà intorno a Pasqua. Si vendono a quattro o cinque euro al chilo e il fatto che anche la Liguria sia entrata in produzione è un segnale che ci avviamo al cambio di stagione. Salame e pecorino sono gli abbinamenti super-consigliati.

Ma noi siamo a Torino e la città continua a essere avvolta da un tempo più che uggioso, che non invoglia a uscire. Per cui vi raccontiamo cosa abbiamo cucinato un paio di giorni fa, suscitando grande successo tra i commensali casalinghi e utilizzando quel che c’era in frigo. Sapete che siamo attenti alla spesa e, oltre a un fantastico riso in latta del vercellese invecchiato un anno, che languiva un po’ da troppo tempo in dispensa, ci siamo ritrovati con il regalo di uno splendido gorgonzola arrivato direttamente da Novara. Del burro a latte crudo (se ne trova praticamente in ogni mercato della città, dove c’è quasi sempre un banco di un malgaro bravo che in stagione può dedicarsi di più al commercio) e una confezione di mostarda di frutta comprata a Cremona qualche mese fa, hanno fatto il resto. Risotto gorgo e mostarda: ve lo consigliamo davvero. Si fa un normale risotto, tostando bene i chicchi a secco e poi inserendoli in un lentissimo soffritto di cipolla e burro. Si aggiunge il brodo e si porta a cottura. Si manteca con gorgonzola e burro e poi, al momento di servire, si piazza sopra la mostarda: pezzettini di frutta qua e là e un po’ del sapido liquido del barattolo tutt’intorno. L’ispirazione ci è venuta da un piatto mangiato all’Osteria del treno a Milano, ma l’interpretazione è tutta nostra. Fateci sapere com’è andata.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 9 marzo 2024