Pare che la primavera stia tornando – almeno se scrive si legge dal Nord Ovest del Paese – dopo giorni insolitamente freddi e piovosi. Tutta quest’acqua ha dato un vigore notevole al verde in generale, e con questo assistiamo a un bel ritorno di erbe spontanee e prodotti dell’orto. Abbiamo spesso scritto nelle scorse settimane delle tante essenze che si trovano nei campi, per sottolinearne gusto, convenienza e versatilità in cucina, ma se va sempre benissimo un’insalata o una frittata di misticanza c’è un lato di tutta questa produzione spontanea o quasi che molti ignorano o preferiscono non affrontare.

In questi giorni abbiamo, come Slow Food Editore, dato alle stampe un libro dal titolo Slow Drink, guida pratica alla preparazione di bibite, cocktail botanici, birre, amari, infusi e sciroppi di stagione, firmato dall’antropologo ed etnobotanico Danny Childs. Il nostro, formatosi nella foresta pluviale amazzonica, oggi è titolare della curiosa proposta del bar della Farm and Fisherman Tavern alla periferia di Filadelfia. Nel suo libro, con tanto di immagini dei vari passaggi, ci insegna come ottenere qualsiasi tipo di bevanda, alcolica o analcolica, dalle piante, dai frutti e da alcuni ortaggi che ci circondano. Tecniche di base, consigli sulle specie e tante dettagliate ricette ci accompagnano in ogni stagione con una varietà incredibile di piante e idee.

Non resistiamo a non consigliarvelo, perché per esempio in questa primavera possiamo fare un mucchio di scoperte per sperimentare nelle nostre cucine qualcosa di davvero nuovo. Per esempio, apprendiamo che il tarassaco, che letteralmente infesta i nostri prati e giardini, può essere utilizzato, come in una pozione, per fare un delizioso idromele e un infuso al gin. Con i due prodotti poi potremo miscelare un cocktail e farci uno “spring tonic”. Oppure che le foglie di porro selvatico si possono mettere sotto aceto e poi fare un “dirty martini” al porro selvatico (foto sotto).

O, ancora, che con l’abete rosso si può ottenere una birra molto particolare, per usarla in un uno “shandy al sempreverde”. Poi il rabarbaro per uno sciroppo o una ginger beer, le fragole che scopriamo andare benissimo con il pisco, le more di gelso in confettura – perfetta per aromatizzare un “whiskey smash” –, e infine le ciliegie, al maraschino o per ottenere un liquore a base dei loro noccioli. Un mondo nuovo in cui addentrarsi, anche per sintonizzarsi meglio con la stagione corrente.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 4 maggio 2024

SLOW DRINK
Pagine: 304

Prezzo al pubblico: 24,50 €

Prezzo online: 23,28 €

Prezzo soci Slow Food: 19,60 €