Al Nord l’estate stenta a farsi vedere e sentire mentre a Sud ci sono tutte le condizioni ideali perché la frutta maturi a dovere.

Quindi, finalmente, possiamo dire che le albicocche iniziano a essere buone, anche molto buone. Le varietà commerciali anche da Emilia-Romagna, ma più da Puglia e Campania, riforniscono i mercati con continuità e a prezzi decenti: tra i due euro e cinquanta e i tre euro al chilo. Del resto metà giugno è perfetta: alcune settimane fa vi abbiamo parlato delle varietà commerciali di primizia, che però non davano tanta soddisfazione. Oggi, invece, anche le albicocche più comuni ci regalano gusti e profumi tanto attesi per chi segue con dovizia le stagioni a tavola. E, intanto, maturano le albicocche dei Presìdi Slow Food, che, seppur più rare e principalmente riservate alle piazze locali, in quanto a qualità non hanno rivali. Se vi capita di andare in viaggio, o vivente da quelle parti, cercate queste gemme.

C’è l’albicocca di Valleggia nel savonese, dalla buccia sottile, di un delicato colore arancio, picchiettato da puntini color mattone. È di piccola dimensione ma il suo aroma e il suo sapore sono molto più intensi delle altre varietà. La sua storia va fatta risalire lontano nel tempo: la Valleggia era presente sulla costa savonese già dalla fine dell’Ottocento, raggiungendo il momento di massima espansione negli anni Sessanta, quando i frutteti si estendevano per centinaia di ettari, da Loano a Varazze.

Oppure le albicocche del Vesuvio Crisommole. Sono diverse varietà e i nomi sono curiosi, solo per citarne alcuni: boccuccia, pellecchiella, vitillo, cafona, vicienzo e’ maria. Sono la testimonianza di un’intensa attività di selezione varietale svolta nei secoli dai contadini vesuviani. La boccuccia può essere liscia o spinosa a seconda della ruvidità della buccia e avere un sapore leggermente agrodolce, la vitillo è grossa e tonda, apprezzata per la produzione dello sciroppato, la pellecchiella è considerata una delle migliori per il sapore particolarmente dolce e lo straordinario profumo.

Infine – terzo Presidio – c’è l’albicocca di Scillato ai piedi del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo. È molto particolare: i contadini della zona sanno che, da sempre, è considerata un frutto prezioso; un tempo c’era chi arrivava da lontano, seguendo la fama del suo profumo e del suo sapore. È precoce, dal frutto piccolo, spesso sfaccettato di rosso, molto profumato e dal sapore intenso. La raccolta inizia alla fine di maggio e dura solitamente due o tre settimane. Quindi sarà quasi terminata.