La scorsa settimana preannunciavamo una buona stagione per le castagne, vista la buona quantità raccolta al Sud, in Irpinia in particolare. Risalendo la Penisola, però, i risultati non sono stati proprio gli stessi. Un po’ di scarsità, unita a una domanda molto forte a causa di un tempo che può definirsi autunnale a tutti gli effetti hanno fatto aumentare i prezzi.

Distinguiamo intanto tra castagna e marrone: la prima dentro la buccia ha la polpa quasi divisa in due e separata da una pellicina (un po’ fastidiosa da togliere), il secondo non ce l’ha ed è un pezzo unico, per questo è molto richiesto in pasticceria per quelle delizie che sono i marron glacé. Quindi non è un caso che il marrone costi di più, ma la differenza di prezzo non è data, come molti pensano, dal calibro del frutto. Ci possono essere marroni grandi o piccoli, castagne grandi o piccole. Un bel marrone di dimensioni importanti può anche costare dodici euro al chilo, mentre le castagne più grandi arrivano a otto euro. Le piccole, invece, si attestano sui quattro o cinque euro al chilo.

In ogni caso, il prodotto resta un simbolo della stagione e lo dimostra il fatto che quasi in ogni regione ci siano fiere o sagre dedicate. Prendendo spunto dal libro Sagre d’Italia (Slow Food Editore) partiamo da Cuneo, dove il marrone locale festeggia in questi giorni, passiamo per i Molini di Triora o Fontanegli in Liguria; Castione, Prissiano di Tesimo e Foiana di Lana in Trentino; Tarzo in Veneto; Marzola, Castell’Arquato e Castel Del Rio in Emilia-Romagna; Canepina, Rocca Massima e Marcetelli in Lazio; Roccamonfina in Campania; Fagnano Castello, San Donato di Ninea e Sant’Agata di Esaro in Calabria; per finire ad Aritzo in Sardegna.

C’è un dato che forse non tutti sanno e che potrà ancora essere decisivo per i prezzi delle castagne nelle prossime settimane: il Portogallo. Già, perché di solito ne importiamo e quando arriveranno, se dovessero essere tante, i prezzi potrebbero scendere anche per le nostrane. Chi se ne intende però ne dubita: voci lusitane non preannunciano una buona annata laggiù. Per il resto del mercato, finalmente i prezzi delle verdure di stagione scendono perché arrivano copiose: ribassi importanti per i cavolfiori (due o due euro cinquanta al chilo), finocchi, coste e catalogna, che ben accompagnano il tempo uggioso settentrionale. Al Sud fa ancora caldo, e mancano i primi freddi (relativi, rispetto al Settentrione) per avere agrumi e carciofi spinosi di estrema qualità, anche se clementine e carciofi sardi iniziano a essere distribuiti e acquistabili.