Questa settimana si registra nei mercati una cosa davvero strana e forse mai successa, almeno da un bel po’ di anni. Ci sono le fragole! E sono pure così abbondanti da costare anche soltanto un euro e cinquanta per il cestino da 250 grammi: sei euro al chilo. A gennaio… Ma no, non pensate al Cile, al Marocco o a chissà quale altro Paese importatore, perché arrivano già dalla Sicilia (zona di Marsala) e dalla Basilicata (che è diventata un po’ il “fragolificio” d’Italia).

Sono ovviamente coltivate in serra ma non è che siano state costruite più serre: la produzione è davvero molto abbondante e, cosa più sorprendente, ha ben cinque settimane di anticipo rispetto al normale. Non è la prima volta che parliamo di fragole in inverno, la Sicilia a febbraio di solito può permettersi un clima favorevole, ma pochi giorni dopo l’Epifania avere già le fragole italiane fa veramente effetto. A voi la scelta, almeno sapete che si fa così fatica a venderle – perché, del resto, è normale che non sia la prima voglia che abbiamo adesso – che hanno prezzi stracciati per una primizia così importante.

Restando sul fronte frutta, e ve lo avevamo anticipato nelle scorse rubriche, siamo al punto per le arance rosse di Sicilia, le prime del trio tarocco-moro-sanguinello che si succederanno da qui in poi. Gli agrumi in quest’annata non hanno in generale sviluppato grandi pezzature per motivi climatici, ma le tarocco che giungono dalla Trinacria sono buone e succose, tra l’euro e cinquanta e i due e cinquanta al chilo. Non lesiniamo in spremute…

E, per continuare con gli agrumi e con la Sicilia, finalmente e con un po’ di ritardo, sono disponibili i mandarini tardivi di Ciaculli, uno dei Presìdi Slow Food forse più fortunati in assoluto perché dalla loro quasi scomparsa sono diventati un prodotto molto diffuso e popolare, che spunta prezzi molto interessanti per i produttori che anno operato questo recupero storico dell’antica varietà. Possono costare anche tre euro e cinquanta al chilo, ma oggi non sono poi così difficili da reperire su tutto il territorio nazionale e in fondo valgono la spesa, sia come premio per chi li coltiva sia come premio che potete farvi voi. Vi garantiamo, per chi non li avesse mai provati, che sono un’esperienza gusto-olfattiva eccezionale: di un’intensità e di una dolcezza obiettivamente senza pari. Noi aspettiamo ogni anno queste settimane per iniziare a setacciare i banchi o negozi di chi li vende anche al Nord perché ci sembrano la quintessenza del sole del Mediterraneo, mentre fuori imperversano i freddi.

Carlo Bogliotti

da La Stampa dell’11 gennaio 2025