Le temperature in deciso aumento al Centrosud stanno favorendo l’incremento delle quantità di frutta e verdura che arrivano al mercato, con la conseguenza che i prezzi attualmente sono molto bassi, soprattutto per gli ortaggi di tipicamente di stagione come cavolfiori, finocchi, broccoli, broccoletti e biete da costa. È ancora presto per le primizie di primavera, anche se alcuni asparagi si trovano già, con esborsi esorbitanti.Ma siamo nella combinazione climatica perfetta per le fragole della Basilicata
Queste ultime vedranno il loro prezzo dimezzato nei prossimi giorni: si passerà dai sette o otto euro al chilo ai tre-sei, il che significa che una vaschetta da duecentocinquanta grammi potrà costare anche soltanto un euro. Avevamo detto alcune settimane fa come ci fossero questi frutti rossi già a gennaio e da un po’ di tempo la cosa non sia più una sorpresa. Fino a una ventina di anni fa in questo periodo le fragole che si potevano acquistare provenivano all’80% dall’estero (Spagna), quasi in “contro-stagione”, poi la geopolitca agricola, il clima e gli investimenti di grandi aziende hanno lentamente cambiato lo scenario.
Oggi, infatti, l’80% di fragole sul mercato sono italiane. In parte provenienti dalla Campania ma soprattutto dalla Basilicata appunto, e più precisamente dalla Piana del Metaponto. In questa fertile terra ionica già dagli anni Cinquanta si era scoperto come ci fossero tutte le condizioni ideali per la coltivazione delle fragole e pian piano è diventata più che una vocazione. Ci fu un po’ di crisi a partire dagli anni Ottanta, proprio perché il mercato fu invaso dalle fragole spagnole a cui alla fine a febbraio ci eravamo abituati, ma oggi siamo oltre i mille ettari coltivati. In Basilicata hanno fatto ciò che probabilmente fecero in Spagna quarant’anni fa: grandi investimenti da imprenditori da tutto lo Stivale, ricerca sugli incroci per ottenere le varietà giuste per il luogo, capaci di produrre in quantità, resistere alle malattie e soprattutto maturare prima. E così sono fiorite varietà come Gioelita, Redsara, Miranbella, Rossetta e Inspire, ma più di tutte le Sabrosa Candonga o più semplicemente Candonga che occupano la gran parte delle serre a tunnel della regione. Nomi in maiuscolo perché marchi registrati, alcuni vagamente spagnoleggianti…
Forse abbiamo trasferito in Basilicata un pezzo di Spagna, chissà, ma le fragole sono buone, ci lavorano oltre diecimila persone (sono tutte raccolte a mano, speriamo siano immuni dal caporalato) e il fatturato supera i cento milioni di euro. E ci sono da gennaio a giugno, italiane. È l’economia agricola moderna, baby…
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 22 febbraio 2025


3 commenti
E’ un ottimo risultato perchè la verdura e sopratutto la frutta italiani non hanno assolutamente rivali, per non parlare degli agrumi, senza confronto.
Vorrei leggere della fragola di Tortona, magari meno estesa nella coltivazione, ma saporitissima e particolare.
Non so se sia presidio slow food. Mi chiarite, grazie??
Grazie del commento Margherita. Si, l’eccellente prodotto da lei citato è un Presidio Slow Food. Per saperne di più, legga un po’ qui: https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/fragola-di-tortona/ Al momento non ne parliamo perché è ancora un po’ presto per trovarla, ma aspettiamo il suo arrivo.