Al mercato di Bosa in Sardegna abbiamo trovato il banco di un contadino locale che proponeva il raccolto dei suoi orti e frutteti lungo le rive del fiume Temo, una piccola piana alluvionale perfetta per coltivare qualsiasi cosa. Insieme alla spesa, per fare cifra tonda, ci ha inserito in busta quattro albicocche che non avevamo scelto. Inutile dire che erano speciali, di un colore giallo bruno, virante a un rosso tenue, di dimensioni completamente diverse tra di loro, succose e dolci.
Il gran caldo di questa settimana appena trascorsa, fuori da ogni grazia di Dio, a volte fa bene e a volte fa male. Nel caso della frutta poi si sta verificando una situazione strana, che suggerisce assolutamente di acquistarla dal contadino, come abbiamo fatto noi. Perché se si va nella grande distribuzione organizzata la frutta potrebbe essere “scoppiata”. Non parliamo di vere esplosioni, ma del termine che usano i commercianti per descrivere la frutta che si crepa, si rovina, a causa di shock termici che solo le grandi piattaforme distributive si trovano a causare. Un conto è l’albicocca raccolta al mattino e venduta in giornata, un altro è l’albicocca raccolta a 40 gradi, stipata in magazzino e abbattuta di colpo sino a quattro gradi per poi mettersi in viaggio rispettando la catena del freddo, perché la Gdo accetta solo prodotto fresco che abbia una temperatura tra i quattro e i sei gradi. Quindi il primo stress è garantito subito dopo la raccolta, ma poi ce n’è un altro: quando il prodotto va in esposizione ritorna di colpo a quei 25-30 gradi che ci possono essere in un ambiente con l’aria condizionata. A quel punto “scoppia”, il secondo shock termico lo rovina molto facilmente ed è una maledizione per chi vende, ma anche per chi compra.
La settimana che viene promette un po’ di refrigerio (e speriamo pochi temporali violenti) dunque il fenomeno si attutirà, ma intanto oggi sapete dove prendere la frutta. Oltretutto, se parliamo di albicocche, ne potete trovare di locali perché sono tutte in maturazione, in ogni parte del Paese.
Parlando di verdure, invece, troverete fagiolini molto cari rispetto a pochi giorni fa. Vi abbiamo più volte spiegato la differenza tra quelli raccolti a mano (prezzi altissimi per il costo della manodopera) e quelli a macchina (un po’ spezzati, ma a prezzi super-popolari). Bene, questa differenza quasi non si vedrà perché i fagiolini dei grandi campi per la raccolta meccanizzata hanno patito il caldo e ce ne sono pochissimi in giro, ergo prezzi alti quasi quanto quelli freschi dell’orto, raccolti a mano.
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 5 luglio 2025


1 commento
Non sapevo che i supermercati accettano solo prodotti freschi tenuti a 4-6 gradi. Grazie per l’ informazione .