Se avete voglia di fichi affrettatevi perché la loro stagione sta per finire. Ne trovate dai sei agli otto euro al chilo, i nostrani, e poi dei bellissimi e grandi neri turchi tra otto e dieci euro. Questi ultimi, per quanto esteticamente perfetti, purtroppo non hanno un gran gusto e costano cari. Meglio allora selezionare sulle bancarelle quelli nostrani, magari piccoli e bruttini ma carichi di sapore.
La versatilità del fico in cucina è sottovalutata: va benissimo in preparazioni salate, in accompagnamento alle carni di maiale o ai formaggi blu, per esempio in un risotto, fatti caramellare con un po’ di zucchero e sale da aggiungere a una ricca insalata, o addirittura fritti in pastella. Fritti provateli con un buon prosciutto crudo, e vedrete che gioia.
Ma l’autunno ci regala anche un ricco inizio della stagione dei cachi – che si scrivono anche kaki, o loti –. Innegabile il loro fascino tutto arancione, che puntella i rami degli alberi che si iniziano a spogliare delle foglie. Oltre a un gusto celestiale, quando sono al giusto punto di maturazione (se non sono pronti teneteli da parte, al buio), hanno ottime proprietà nutritive e antiossidanti. In questi giorni ne troverete di ottimi provenienti soprattutto dalla Romagna, dove la coltivazione ha anche un risvolto commerciale molto importante, ma non disdegnate i locali che magari arrivano dall’albero del contadino. I prezzi vanno da due euro e cinquanta ai quattro, a seconda della pezzatura, per i cachi classici (molli) romagnoli o comunque settentrionali; poi ci sono la varietà meridionale sui due euro e i parsimon, lampadina campani e di Milismeri in Sicilia che sono quelli più duri, buoni da mangiare subito senza riposo lontano dalla luce, e che costano sui quattro-cinque euro al chilo.
Ma la novità più importante di questo inizio ottobre è che le clementine precoci della costa calabrese ionica sono già pronte e in anticipo di due settimane sui tempi normali. Un insolito abbassamento delle temperature nei loghi di produzione, come nella piana di Sibari, ne ha favorito una maturazione super anticipata e dai tre ai quattro euro al chilo, a seconda delle dimensioni, potrete già assaggiare i primi agrumi della nuova stagione. Come territori di raccolta seguiranno poi il Metaponto in Basilicata, il tarantino in Puglia, Rosarno e la Sicilia, mentre nel frattempo inizieranno mandarini e poi arance, in un susseguirsi meraviglioso e profumatissimo che ci accompagnerà fino a febbraio e oltre
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 12 ottobre 2025


1 commento
Utilissime queste notizie . Grazie .