Questa settimana si è verificata una serie di coincidenze per cui sui banchi troverete i pomodori a prezzi molto alti. Si vendono anche a sette euro al chilo all’ingrosso, per cui non è difficile che per voi salgano anche a dieci o più. È successo che tanto la Spagna quanto il Marocco – i due luoghi da dove proviene la maggior parte dei pomodori a fine marzo – siano completamente a secco di prodotto sia per problemi atmosferici sia, soprattutto, per un fattore di programmazione dei raccolti.
In Italia in questo periodo è la Sicilia che rifornisce i nostri mercati assieme ai due altri Paesi mediterranei, ma anche in Trinacria c’è un momento di relativa scarsità. E i datterini, ciliegini, costoluti, eccetera, nostrani non sono in grado di sopperire, in particolare per quanto riguarda la grande distribuzione. I pochi prodotti iberico-marocchini finiscono in vendita in Nord Europa, dove per il fuori stagione sono abituati a pagare cifre molto alte senza troppi problemi, e i nostri pochi siculi rimangono qui a costi vertiginosi, tanto che alcuni supermercati scelgono di neanche comprarli. In questo momento si pagano più delle zucchine, il che è insolito. Ma siccome diciamo sempre che quando succedono queste congiunture è comunque meglio ritagliarsi un paio di settimane di astinenza per un prodotto non proprio in linea con le stagioni ecco il nostro consiglio: per pomodori e zucchine ci sarà tempo, orientatevi su altro ché la primavera comincia a esserci anche al mercato, tra baccelli vari, insalate e misticanze.
C’è poi un fatto curioso che riguarda le fragole in questo periodo. I consumatori sono diventati più esigenti, o quanto meno più consci di cosa cercano, e così si sono formate due linee di prodotto a prezzi molto diversi. Si va dai 3,50 al cestino delle fragole estere, povere di gusto e acquose fino ai sette/otto euro per le nostre della Basilicata, molto profumate e succose, nel pieno di una raccolta molto florida. Le fragole della regione hanno ottenuto al Igp e il lavoro che è stato fatto negli ultimi anni sta dando i suoi frutti con grande apprezzamento del pubblico. In Metaponto c’è chi ha anche cento ettari di terreno piantato a fragole e sta realizzando veramente bene: un premio alla lungimiranza di chi, in contesto quasi agro-industriale, ha saputo puntare nettamente e con pazienza sulla qualità piuttosto che la quantità e la fretta di arrivare per primi sul mercato.
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 28 marzo 2026

