Dopo la triste ma dovuta parentesi della settimana scorsa torniamo a fare il nostro lavoro e le nostre cronache del mercato. Ancora più convinti che fare la spesa al mercato dai contadini sia un atto quanto mai “resistente”: siamo di Torino e ieri il banco di un farmer, come dicono gli americani, proveniente da Santena ci ha emozionati. Tutto era di sua produzione, dalle patatine “del burro” ancora sporche di terra ed erba alle verdure da foglia e insalate, dai piselli (quasi gli ultimi) alle taccole.

Ci ha detto tanto sulla situazione dei mercati solo attraverso i prodotti che aveva: era sufficiente guardare le sue fragole non specchiate ma dolcissime, le sue ciliegie che in questo momento – a Santena, Pecetto e Roero – sono tra le migliori d’Italia e le prime albicocche degne di farsi mangiare. Che spettacolo! E la sua voglia di raccontare…

Va detto che la frutta a nocciolo, in particolare proprio di ciliegie e albicocche, è quella che meglio si avvantaggia con il meteo di questi giorni. Tanto sole intenso è un toccasana per la maturazione, con la preghiera che i temporali e le grandinate non rovinino la festa. Poi, vi dicevamo del ritardo di stagione al Sud e dell’anticipo al Nord che stanno abbassando i prezzi. Il maltempo ha rovinato molto le ciliegie meridionali, come scrivevamo qualche settimana fa, rimpicciolito la produzione a Vignola (la moretta locale resta un must) ma risparmiato il torinese che in quest’annata molto strana ha tirato fuori drupe eccezionali. I prezzi vanno dai tre e 50 per le piccole (calibro 22) ai sei per le medie, tra i nove e i 12 per le grosse, mentre le giganti – e ricordiamo che Pecetto è sul Guinness dei primati per la ciliegia più grande mai raccolta – possono arrivare a 16 euro.

Cominciate però a godere anche delle albicocche, che costano tra i tre e 50 e i sei euro al chilo a seconda di pezzatura e varietà. Le antiche varietà vesuviane (alcune rare sono anche un Presidio Slow Food), secondo chi ha il privilegio di assaggiare un po’ tutto ai mercati generali, ora sono tutte imbattibili, comprese la pellecchia, la cafona e la boccuccia di Napoli. Ma vi assicuriamo che quelle del contadino di Santena erano deliziose e succose. Ci sono poi altri Presìdi dedicati alle albicocche, come a Valeggia in Liguria, ma pare che lì non siano ancora del tutto pronte. Però se continua il bel tempo dalla seconda settimana di giugno sarà tutto molto molto buono quindi, magari, ci torneremo su in maniera approfondita.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 30 maggio 2026