Se si vuole un consiglio su cosa comprare al mercato perché davvero conveniente oggi non possiamo che rispondere: ciliegie.
Quelle di piccola o media pezzatura sono scese a quattro o cinque euro al chilo ed è davvero poco, come raramente si registra. Se le più grosse invece rimangono su prezzi doppi o più delle loro sorelle “minori” (ma il gusto è lo stesso!), la grande produzione del Nord ha dato questo risultato.
Per esempio, è successo che in Piemonte, laddove c’erano tanti frutteti di kiwi distrutti qualche anno fa da un parassita, si siano messe a dimora piantagioni molto all’avanguardia di ciliegie. Coltivate a filari, come se fosse una vigna, sono protette da reti e altri sistemi per evitare grandine e maltempo eccessivo e così invadono il mercato insieme a quelle di Vignola, di Verona, pugliesi (sono alla fine loro) e le prime di collina o bassa montagna, come le trentine. Restando però in Piemonte (e in parte Liguria) ci fa piacere però citare una particolare varietà: i graffioni. Sono drupe chiare, in alcuni casi bianco-gialline, rare ma di buon gusto, grande dolcezza e una punta di acidità che le rende perfette. Hanno una bella carnosità e si trovano nei mercati contadini. Alcuni produttori le stanno riscoprendo e ne continuano a piantare ottenendo ottimi risultati. Sono omonime di un cioccolatino che è fatto proprio con una ciliegia immersa nel liquore e poi ricoperta di cioccolato. Visto il loro rilancio agricolo ne sentiremo parlare molto in futuro.
Ma visto che ci troviamo in Sicilia, da tutt’altra parte mentre scriviamo, vogliamo consigliare al resto d’Italia, soprattutto ai settentrionali, di cercare (sono poco commercializzati al Nord ma si trovano) da adesso e per tutta l’estate i tenerumi. Non sono altro che i germogli, le foglie tenere e i viticci delle zucchine lunghe siciliane, decisamente analoghe alle zucchine trombette, e se ne fanno piatti strepitosi. Ricordano il gusto delle zucchine ma sono più erbacee.
Si possono fare dei flan, dei sughi oppure una delle minestre di pasta più giuste per l’estate che va a iniziare: puliteli dalle parti più fibrose, tagliateli a striscioline e metteteli a bollire in acqua salata nella quale calerete anche spaghetti spezzati o pasta mista. Fate un leggero soffritto con pomodorini e aglio a parte e poi versatelo nell’acqua prima di scolare la pasta con il resto dei tenerumi per ottenere un piatto un po’ brodoso. Una grattata di caciocavallo e il caldo non peserà più…
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 20 giugno 2026


4 commenti
I tenerumi non si trovano nel nord, si trovano e si apprezzano solo in Sicilia. In estate se ne fa, in Sicilia, grande uso, anche semplicemente lessi, conditi con un un filo di buon olio extravergine di oliva.
non è assolutamente vero, ma quale sicilia! in calabria sono un patrimonio da sempre!
Soprattutto zona vibo valentia, li chiamiamo “Tai” o cime di zucchine in italiano.
A casa mia sono un must di ogni estate, una prelibatezza! ♥️
Anche nella Tuscia il “tenerume” (qui indicato al singolare) era apprezzato da chiunque avesse un orto o un amico ortolano. Credo che al mercato fosse sempre raro.
Ottimo ripassato in padella, con un leggero soffritto d’aglio e magari un pizzico di peperoncino, ma anche per comporre una bella frittata.
Li ho sempre cucinati dal nostro orto bio, come contorno con aglio, peperoncino e un buon extra vergine.