Sarà anche molto asfissiante il caldo estremo che affligge l’Italia e l’Europa ma, come vi diciamo ormai da un paio di settimane, ha creato le condizioni per trovare al mercato un piccolo paese di Bengodi. Tutto si raccoglie e produce, da Norda a Sud: frutta a nocciolo a go-go, come le ultime ciliegie del dopo San Giovanni (si dice che passato il 24 gli venga il giuanin, il vermicello, attenti!), albicocche, le prime pesche, susine e prugne; e verdure d’ogni sorta.

Le zucchine e le cucurbitacee in generale (meloni, cocomeri, cetrioli…) con queste temperature proliferano e chi le raccoglie è capace di farlo ben due volte al giorno, mane e sera. I prezzi, con tutta questa offerta, è ovvio che crollino. E ultimamente se ne fa un gran parlare, con titoloni che inneggiano ai prezzi bassi. Leggendo sembra che avremo un’estate meravigliosa a base di verdure a basso costo, ma vogliamo avvertirvi che non sarà sempre così e che si corre qualche rischio forse mai corso prima.

Tutte le produzioni settentrionali sono in anticipo, sovrapposte alle meridionali, come abbiamo sottolineato “nelle puntate precedenti”, il caldo spinge la maturazione, non ci sono grossi problemi di infestanti visto il clima secco: tutto sembra andare per il meglio. Ma tra una decina-quindicina di giorni è presumibile che le piante avranno dato tutto o quasi, anticiperanno anche il loro declino stagionale e in più c’è l’incognita siccità, un tema molto serio. Come abbiamo detto in apertura, il Nord Europa è messo nelle stesse condizioni. Per fare un esempio, in Olanda i vari pomodorini, peperoni, porri e altre coltivazioni tipiche di quell’agricoltura iper-industrializzata, non hanno mai visto condizioni climatiche simili in questo periodo, e stanno già andando in sofferenza.

Possiamo prevedere, grazie ai consigli dei nostri amici mercatari e commercianti all’ingrosso, che tra massimo quindici giorni i prezzi delle derrate, soprattutto la verdura (la frutta ne è un poco più immune), schizzeranno in altissimo, che ci sarà scarsità. Forse, noi che studiamo un poco le oscillazioni del mercato incrociate al clima ed altro da tempo, non ne resteremo così sorpresi, ma immaginiamo già i titoli allarmistici che ci diranno che è tutto in crisi grave. Probabilmente lo sarà, magari no, ma quel che è certo è che non ci esaltiamo oggi che tutto costa poco e non ci flagelleremo domani con i prezzi alle stelle. Intanto, approfittiamo senza ritegno della convenienza di questi prossimi dieci giorni.

Carlo Bogliotti

da La Stampa del 27 giugno 2026