La scorsa settimana vi avevamo annunciato una grande edizione dedicata alla biodiversità (Biodiversity – Be diversity è il bellissimo claim) di Terra Madre-Salone del Gusto nel centro di Torino: una manifestazione che, anche se ha creato qualche disagio ai torinesi che non possono o non vogliono rinunciare alla macchina, passerà agli annali di Slow Food e della città.
Un tripudio di gente vogliosa d’imparare qualcosa ha invaso le vie e le piazze dopo che l’inaugurale saluto del Presidente della Repubblica ci ha regalato parole bellissime sul valore della biodiversità e della diversità per la Terra tutta e chi la abita, la Natura. Ci vien da dire: una testa d’aglio, nel suo piccolo, può cambiare il mondo e anche tante teste, ma umane. Noi qui parliamo di prodotti del mercato, per cui non vedevamo l’ora di annunciarvi la nascita di ben 12 nuovi Presìdi Slow Food, presentati e disponibili all’acquisto proprio in quel di Terra Madre.
Iniziamo dunque dall’aglio e da ben due novità: l’aglio rosso di Proceno nel viterbese e l’aglio rosa di Nicastro in Calabria. Il primo è una varietà storicamente apprezzata per la capacità di conservarsi a lungo e per la sua maggiore digeribilità, ma è diventato rarissimo. Il secondo ha striature rosate sugli spicchi, ha un aroma deciso e persistente, ma al palato risulta più delicato. Sempre in Calabria, addirittura altri tre nuovi Presìdi: la pesca tardiva di Magisano con buccia chiara, tra il bianco e il verde, e sfumature rosate, succosa e profumata; l’oliva geracese che si coltiva sulla costa ionica e ha carattere aromatico molto marcato, e i fagioli pappaluni delle zone dell’Aspromonte e delle Serre calabresi, che crescono tra 400 e 1200 metri di altitudine.
Poi, il limone della Piana di Bagheria in Sicilia, in estate praticamente la versione italiana del lime (questo non ha buccia edibile! Smettiamo di farne zest o metterla nei cocktail); le mele storiche del Trentino-Alto Adige, quelle che hanno perso il posto a causa delle varietà più commerciali; il miele delle barene della Laguna veneta che sa quasi letteralmente di terra e mare; il pomodoro borsa di montone della Val Bisenzio in Toscana, dalle spettacolari striature colorate, e la strazzata di Avigliano in Basilicata (nella foto di apertura), una focaccia simile a una ciambella, con una quantità generosa di pepe nero tritato nell’impasto. Infine, un nuovo Presidio nazionale: la castanicoltura tradizionale italiana, ma ne parleremo meglio a tempo debito, quando avremo voglia di caldarroste e marron glacé.
Carlo Bogliotti
da La Stampa del 27 settembre
Photo credit: Marco Del Coume


1 commento
I presìdi SF sono un tesoro immenso, di gusto, di storia, di cultura, di ambiente.
Ma non è facile trovarli e gustarli, distribuiti come sono su tutto il territorio nazionale.
Sarebbe bellissimo se SF organizzasse un mercato itinerante per tutta Italia, con tappe e luoghi ben definiti, per la distribuzione e la vendita di questi prodotti così speciali; sarebbe positivo per la conoscenza e per il bilancio dei produttori.
Cordiali saluti
Sergio Ricci Parma